Unione Degli Avvocati d'Italia

Sezione di Barletta

 
   
lunedì 10 dicembre 2018 - ore 03:16
Formazione comune per Magistrati ed Avvocati


giovedì 22 maggio 2008

Consigli giudiziari: al via la formazione comune per magistrati e avvocati 
 
 
Articolo tratto da: Diritto e Giustizia
 
 
 
Formazione: anche gli avvocati potranno prendere parte agli incontri di studio organizzati dal Csm per i componenti dei nuovi consigli giudiziari. Lo ha stabilito una delibera di Palazzo dei Marescialli approvata all’unanimità dal plenum lo scorso 15 maggio (qui leggibile come documento correlato). Per cui, i sessantasei legali nominati su indicazione del Consiglio nazionale forense prenderanno parte ai due eventi formativi (33 legali per ciascuna sessione) calendarizzati per il 12/13 e il 19/20 giugno, insieme ai magistrati e ai professori universitari. Anche per questi ultimi, infatti, è stata prevista la possibilità di partecipare ai corsi di preparazione per i componenti degli organi di autogoverno locali della magistratura. Magistrati e avvocati, secondo Celestina Tinelli, consigliere laico del Csm, partiranno quindi alla pari nei consigli giudiziari, per la prima volta aperti ai componenti non togati e potranno lavorare con maggiore sintonia affrontando le difficoltà interpretative che la nuova normativa già sta ponendo. Tutto ciò proprio per evitare che ogni consiglio giudiziario affronti i problemi in maniera autonoma e senza omogeneità. Quanto alla possibilità che le competenze degli avvocati possano allargarsi anche alla valutazione di professionalità dei magistrati – come auspicato da Guido Alpa, presidente del Cnf, nel primo incontro con i legali componenti dei Consigli giudiziari che si è tenuto lo scorso 8 maggio a Roma (si veda l’arretrato del 9 maggio 2008) – Tinelli è molto critica. Il consigliere laico, che proviene dalle file dell’Avvocatura, ha ricordato che «anche prima della legge 111 del 2007 i Consigli dell’Ordine potevano intervenire sulle tabelle per l’organizzazione degli uffici giudicanti, ma non l’hanno mai fatto». Il sistema tabellare, ha continuato Tinelli, costituisce il cardine della struttura organizzativa degli uffici della Giustizia: incide, infatti, sulla ripartizione dei carichi di lavoro e sui flussi di gestione.
 
Non poche le difficoltà interpretative da superare, ma c’è già che si organizza. Il presidente del Consiglio giudiziario del distretto di Corte d’appello di Venezia, Manuela Romei Pasetti – per la prima volta una donna ai vertici della Corte di appello, il Csm l’ha eletta lo scorso febbraio – ha deciso di informare della prossima valutazione del magistrato, inviando ai Consigli dell’Ordine territorialmente competenti l’ordine del giorno della seduta, al fine di acquisire dagli stessi eventuali segnalazioni.
 
Il contributo del Cnf. Per gli avvocati si tratta di un risultato molto importante. Il Consiglio nazionale forense sta puntando, infatti, in modo convinto sulla partecipazione degli avvocati negli organi di autogoverno locali della magistratura. E per garantire la massima efficienza, il Cnf ha costituito un gruppo di lavoro, coordinato dal consigliere Alessandro Bonzo, per la predisposizione di un regolamento per il funzionamento dei consigli giudiziari che potrà integrare quelli già approvati o in corso di elaborazione da parte della magistratura. La prossima riunione è fissata per il 21 maggio, mentre il 30 si terrà presso il Cnf una seconda riunione plenaria con tutti i legali componenti dei consigli giudiziari. (cri.cap)