Unione Degli Avvocati d'Italia

Sezione di Barletta

 
   
sabato 15 dicembre 2018 - ore 22:51
Resoconto della manifestazione di protesta contro la mediaconciliazione
Il 16 marzo 2011 una rappresentanza dell'UDAI di Barletta si è recata a Roma per partecipare alla manifestazione pubblica di protesta contro l'obbligatorietà della media-conciliazione. Di seguito il resoconto di una giornata storica per l'avvocatura italiana.

venerdì 18 marzo 2011

Com’è ormai noto, da lunedì prossimo diventerà obbligatoria la “mediazione” per le controversie civili e commerciali, in particolare diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, responsabilità medica, responsabilità da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari; fanno eccezione le controversie in tema di infortunistica stradale e condominio, per le quali il tentativo di conciliazione diventerà obbligatorio a decorrere dal prossimo anno.

Altrettanto note sono le critiche espresse dall’avvocatura e dalle associazioni dei consumatori contro le modifiche introdotte dal decreto legislativo n. 28/2010 e dal successivo regolamento emanato con Decreto Ministeriale n.180/2010, trattandosi di provvedimenti che riducono l'accesso alla giustizia ed affidano la risoluzione di controversie a soggetti privi di adeguata preparazione, senza trascurare che il testo approvato si pone in totale disarmonia sia con la direttiva europea 2008/52/CE che con la legge delega n.69/09.
 
Per ridurre il carico processuale pendente ed agevolare una più rapida definizione delle controversie, infatti, il legislatore delegante aveva previsto l’introduzione di un meccanismo di conciliazione, ma non ne aveva affatto contemplato l’obbligatorietà, né aveva consentito che essa potesse essere considerata condizione dì procedibilità della domanda giudiziaria. Con l’art. 5 del d.lgs. 28/10 si è invece prevista sia l’obbligatorietà della mediazione che l’improcedibilità della domanda non preceduta dal tentativo di conciliazione, così eccedendo i limiti previsti nella delega e ponendosi in contrasto con le chiare indicazioni contenute nella direttiva europea.
 
Per queste ragioni il 9 marzo scorso l'Organismo unitario dell'avvocatura (Oua), i Consigli dell’Ordine degli Avvocati di Napoli e Firenze, l'Unione delle Camere Civili, l'AIAF, l'Unione Regionale degli Ordini della Campania, nonchè molte associazioni forensi e singoli avvocati, hanno già presentato un ricorso al Tar del Lazio contestando il regolamento sulla media-conciliazione emanato dal ministero della Giustizia. A breve si conoscerà la decisione del Tar del Lazio.
 
Nel frattempo l’Oua ha già preannunciato un ulteriore ricorso alla Corte Europea, che andrà ad aggiungersi a quello già presentato lo scorso 10 novembre dall'Ordine degli Avvocati di Torino per chiedere un intervento della Commissione europea presso il Governo italiano al fine di assicurare che le modalità della attuazione in Italia della Direttiva 2008/52/CE del Parlamento europeo e del Consiglio non comportino contrasto con il diritto di effettivo accesso al giudice. Si sta poi valutando l’opportunità di ricorrere anche alla Corte dei Conti, affinché non vengano sprecati altri soldi pubblici per spot propagandistici e fuorvianti sulla mediazione, mentre sembra ormai imminente il ricorso alla Corte Costituzionale essendo il nuovo sistema di definizione delle controversie viziato da numerosi profili di incostituzionalità.
 
In merito a quest’ultimo aspetto, si è evidenziato che il tentativo di conciliazione non è soltanto obbligatorio, ma anche oneroso e - alla luce delle tariffe approvate - può esserlo in misura considerevole, potendo superare anche i 9.000,00 euro. Non ci si è quindi limitati ad imporre una condizione di procedibilità che non era stata consentita, ma si è altresì previsto che i relativi costi debbano essere sostenuti dal cittadino, il quale dovrà corrispondere l’indennità dovuta al conciliatore per la formulazione di una proposta non vincolante, il compenso all'eventuale ausiliare tecnico di quest'ultimo, ed il contributo unificato, vedendo così gravemente ostacolato quell'accesso alla Giustizia che la Costituzione garantisce a tutti.
 
Per questi ed altri motivi lo scorso 18 e 19 febbraio l’OUA, letti i comunicati del Cnf in materia di media-conciliazione, tenuto conto della mancata previsione dell’assistenza tecnica obbligatoria, dei problemi in punto di competenza territoriale, dell’aggravio di spese per il cittadino, e ritenuto che l’istituto della media-conciliazione costituisce l’ennesimo tentativo di svilire la professione forense, ha deliberato l'astensione dalle udienze civili, penali, amministrative e tributarie e da ogni attività giudiziaria dal giorno 16 marzo 2011 al giorno 22 marzo 2011 – nel rispetto e con le eccezioni stabilite dal codice di autoregolamentazione – organizzando una manifestazione pubblica di protesta del 16 marzo 2011 in Roma.
 
E’ così che, condividendo pienamente le ragioni dell’astensione, il 16 marzo una delegazione composta da circa 100 avvocati del Foro di Trani si è diretta a Roma per partecipare alla protesta organizzata dall’Organismo Unitario dell’Avvocatura contro lo strumento di definizione alternativa delle controversie ed in particolar modo contro l’obbligatorietà della conciliazione e le modalità attuative.
 
Nonostante la pioggia incessante, non è mancata la partecipazione del Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Trani, Avv. Francesco Logrieco, del Tesoriere, Avv. Francesco Tedeschi, e di numerosi Consiglieri dell’Ordine tra i quali l’instancabile avv. Francesco Spinazzola, l’avv. Salvatore Monti, l’avv. Carlo Barracchia, l’avv. Marianna Catino, nonché del Delegato Oua, Avv. Domenico Monterisi.
 
Massiccia è stata anche la partecipazione dell'UDAI di Barletta, la più numerosa tra le varie associazioni forensi della delegazione: ben 20 iscritti della locale sezione, guidati dal Presidente Avv. Tommaso Divincenzo, si sono infatti diretti alla volta del Teatro Capranica di Roma, luogo prescelto per l'incontro.
 
Neanche la stanchezza del lungo viaggio è riuscita ad intaccare la grande determinazione della delegazione del Foro di Trani: il tragitto è stato l’occasione per discutere della media conciliazione, affrontando l’argomento con spirito critico ma costruttivo: dopo aver evidenziato i punti critici della riforma e le gravi conseguenze che deriveranno a carico dei cittadini, si è cercato di proporre possibili soluzioni e programmare altre e più efficaci forme di protesta che verranno attuate nei prossimi giorni.
 
Giunti a Roma nelle prime ore del mattino, ci siamo subito diretti al Teatro Capranica, luogo prescelto per l’incontro. Nell’occasione, forse complice la vigilia dei festeggiamenti per l’Unità d’Italia, anche l’avvocatura è riuscita a ritrovare quella compattezza e quello spirito di coesione necessari per protestare efficacemente contro l’entrata in vigore della riforma.
 
L’adesione è persino stata superiore alle più rosee aspettative degli organizzatori, tanto da rendere inadeguata la prestigiosa sede dell’incontro, con una capienza massima di 750 persone: gran parte degli oltre duemila avvocati presenti, appartenenti a 130 Ordini professionali, non sono riusciti a trovare posti a sedere, ma in moltissimi sono rimasti in piedi occupando ogni centimetro libero della sala mentre altri sono rimasti ad ascoltare gli interventi dall’esterno, dimostrando tutti un grande interesse per l’incontro.
 
Chi si aspettava di assistere ad una noiosa conferenza su problemi già noti a tutta la categoria forense si è dovuto ricredere: gli interventi si sono distinti per concretezza ed efficacia, evidenziando i numerosi profili connessi ma proponendo anche possibili soluzioni.
 
Il Presidente dell’Aiga (Associazione dei Giovani Avvocati Italiani) ha esordito affermando che “Il partito dei padroni ha deciso di privatizzare tutto, anche la giustizia. Ingaggeremo una battaglia per far capire ai cittadini che si violano i loro diritti”.
 
Ester Perifano, segretario dell'Associazione Nazionale Forense, ha poi precisato: “La nostra protesta è nell'interesse dei cittadini, non di quelli degli Avvocati. Assistiamo allo smantellamento della giustizia pubblica a vantaggio di quella privata. Si vuole depotenziare lo Stato di diritto. Un'aggressione formidabile cui è necessario contrapporre una reazione molto forte”.
 
Netta anche la posizione dell’Avv. Renzo Menoni, presidente dell’Unione Nazionale delle Camere Civili: “C'è il tentativo di rendere sommaria la giustizia, esternalizzando il processo e rendendo al cittadini sempre più difficile l'accesso con un percorso ad ostacoli. Siamo in attesa della risposta del Tar del Lazio, nel frattempo solleveremo a tappeto obiezioni di incostituzionalità”.
 
Anche il mondo politico ha espresso solidarietà all’avvocatura, condividendo la necessità di tutelare i cittadini apportando modifiche al testo già approvato. L’On. Pierluigi Mantini, avvocato, professore di diritto amministrativo e già responsabile della Sezione Scienze Giuridiche nel Politecnico di Milano, intervenuto nell’occasione in qualità di responsabile per le libere professioni dell’Udc, ha sottolineato: “Siamo favorevoli ai riti alternativi ma a condizione che siano garantiti i diritti dei cittadini attraverso una giustizia tecnicamente qualificata. L’UDC ha proposto di assicurare la garanzia della presenza dell’avvocato nella mediaconciliazione, di rivedere le assurde norme sulla competenza territoriale e di considerare l’inserimento della conciliazione nell’ambito del processo”.
 
Della stessa opinione anche l’On. Andrea Orlando, responsabile giustizia del PD, che si è rivolto alla vasta platea dichiarando di condividere le critiche mosse dall’avvocatura sia nei confronti della media conciliazione che sul decreto Bersani, da lui stesso definito un errore della sinistra e del governo Prodi: "Rimane tra noi una diffidenza perchè è stato compiuto un errore ideologico, penso che sulla questione delle tariffe minime sia stato compiuto un errore. Non possiamo farci imbrogliare dal governo con il gioco delle tre carte sulle riforme della Giustizia" . Ha dichiarato si essere consapevole che ci sarà bisogno di tempo per riconquistare la fiducia degli avvocati, ma ha promesso interventi concreti per modificare quanto prima il testo della legge già approvato.
 
Non è mancato l’appoggio del vicepresidente dell’Associazione Nazionale dei Magistrati, Antonello Ardituro, che ha espresso piena condivisione alle critiche rivolte nei confronti della media-conciliazione, auspicando una più stretta collaborazione tra tutti gli operatori della giustizia per evitare l’entrata in vigore di leggi che andranno a discapito dei cittadini.
 
Applauditissimo l’intervento del Presidente dell’Oua, Avv. Maurizio De Tilla, che ha esordito rilevando che “La manifestazione di oggi a Roma fa nascere un’avvocatura forte e unita che, godendo della rappresentanza politica, vuole farsi sentire da una politica sorda ai nostri bisogni”.
 
Il Presidente De Tilla ha aggiunto che la media conciliazione è sostanzialmente “una sentenza breve a pagamento”, e che l’effetto principale sarà quello di “creare un inceneritore delle giustizia per smaltire gli arretrati”. Ha proseguito sottolineando la necessità di una preventiva partecipazione e confronto con l’avvocatura: “Le riforme della giustizia non possono essere fatte senza gli avvocati”. Per questo “bisogna eliminare lo sconcio della media conciliazione”, aggiungendo che “non si può eliminare l’arretrato mediante la rottamazione che vede il cittadino obbligato a pagare per conoscere le motivazioni della sentenza”.
 
Ha concluso il proprio intervento affermando che l’avvocatura intera è una forza dotata di moralità, coraggio e lealtà e, da sempre, a favore dei cittadini, chiedendo infine le dimissioni del Ministro della Giustizia, Angelino Alfano: «Lo avevamo sollecitato a confrontarsi con noi nella nostra assemblea, ma non l'ha fatto». Il riferimento al Congresso di Genova era evidente: nell’occasione il Ministro Alfano aveva infatti promesso di aprire un tavolo su tutte le problematiche dell’avvocatura, senza tuttavia rispettare gli impegni presi, respingendo la richiesta di proroga dell’entrata in vigore della media-conciliazione formulata dall’OUA e sostenuta dai Parlamentari di maggioranza e di opposizione in Commissione.
 
Al termine dell’incontro i duemila avvocati presenti si sono spostati nella vicina piazza Montecitorio, manifestando sotto una pioggia battente davanti alla Camera dei Deputati in modo estremamente pacato. Le transenne che delimitavano l’intera piazza e la presenza delle Forze dell’Ordine hanno impedito ai partecipanti di recarsi in prossimità dell’ingresso e di avvicinare i parlamentari chiedendo loro di intervenire in via legislativa contro l'istituto promosso dal ministro della Giustizia Alfano.
 
Dopo qualche insistenza, è stato tuttavia consentito l’accesso ad una piccola delegazione guidata dal Presidente De Tilla, che il prossimo 28 marzo terrà un incontro con il presidente della Camera, Gianfranco Fini. A breve invece la delegazione sarà ricevuta dal vicepresidente di Montecitorio Antonio Leone al quale sarà consegnato un dossier sulla conciliazione e le migliaia di firme dei cittadini contrari all’obbligatorietà della mediazione. Il  successivo 7 aprile si terrà un incontro con il Ministro degli Interni,  Roberto Maroni e poi in giornate ancora stabilire con il presidente dell’Udc, Pier Ferdinando Casini e con il leader dell’Idv. Antonio Di Pietro.
 
Anche il viaggio di ritorno è stata un’occasione propizia per discutere dell’incontro ed elaborare ulteriori proposte che potranno essere ufficializzate nell’Assemblea Generale Straordinaria degli Avvocati iscritti all’Ordine di Trani, che si terrà il prossimo 21 marzo alle ore 10,00 presso sede della Biblioteca storica, in Piazza Regia Udienza n. 9.
 
(Avv. Francesco Morelli - RIPRODUZIONE RISERVATA)