Unione Degli Avvocati d'Italia

Sezione di Barletta

 
   
sabato 15 dicembre 2018 - ore 22:21
Sulla valenza della testimonianza indiretta e di quella raccolta in altro giudizio
La distinzione fra testimonianza "de relato" e testimonianza "de relato actoris", e relativa rilevanza in giudizio. Della testimonianza raccolta in altro giudizio. Cassazione sentenza n. 569/15

martedì 9 giugno 2015

Interessante sentenza della Corte di Cassazione (sentenza del 15/01/2015, n. 569) in tema di rilevanza della prova testimoniale cosiddetta "indiretta", all'interno della quale si dovrà distinguere la testimonianza "de relato" dalla testimonianza "de relato actoris". Ci ricorda la Corte che la testimonianza indiretta è la deposizione di persona che ha solo una conoscenza indiretta di un fatto controverso, "de relato actoris" o "de relato" in genere: i primi depongono su fatti e circostanze di cui sono stati informati dal soggetto medesimo che ha proposto il giudizio, così che la rilevanza del loro assunto è sostanzialmente nulla, in quanto vertente sul fatto della dichiarazione di una parte del giudizio e non sul fatto oggetto dell'accertamento; i secondi depongono invece su circostanze che hanno appreso da persone estranee al giudizio, quindi sul fatto della dichiarazione di costoro, e la rilevanza delle loro deposizioni si presenta attenuata perché indiretta, pur potendo assumere rilievo ai fini del convincimento del giudice, nel concorso di altri elementi oggettivi e concordanti che ne suffragano la credibilità. Quanto alla valenza delle testimonianze raccolte in un diverso giudizio, è principio consolidato quello secondo il quale il giudice del merito può utilizzare tra le stesse o tra altre parti, delle quali la sentenza che in detto giudizio sia stata pronunciata costituisce documentazione, con l'avvertenza che la valutazione del materiale probatorio non va limitata all'esame isolato dei singoli elementi ma deve essere globale nel quadro di un'indagine unitaria ed organica che, ove immune da vizi di motivazione, costituisce un apprezzamento di fatto incensurabile in sede di legittimità, e l'unitarietà e l'organicità nella valutazione vanno apprezzate con riferimento al nucleo essenziale dei fatti rilevanti ai fini del decidere .

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